Relazioni di coppia che normalizzano la dipendenza finanziaria

Paola Aquaro (1986) è Psicologa e Psicoterapeuta specializzata presso AMISI, Scuola Europea di Psicoterapia Ipnotica. Dal 2012 collabora con Telefono Donna Italia, centro antiviolenza attivo all’interno dell’Ospedale Niguarda. Ha contribuito allo sviluppo e collabora con l’Osservatorio Nazionale Indipendente sugli Orfani Speciali. Si occupa anche di trattamento individuale e di gruppo della dipendenza affettiva, che rappresenta una dei fattori di rischio maggiori di rimanere intrappolate in relazioni abusanti. È membro del gruppo di lavoro contro la violenza sulle donne istituito dall’Ordine degli Psicologi della Lombardia.
 

1. Quali sono gli aspetti chiave che permettono a una donna di riconoscere e affrontare la propria dipendenza economica nel primo contatto con il Centro Antiviolenza?

Una donna riconosce la dipendenza economica quando comprende che il controllo del partner limita scelte, libertà e possibilità di decidere per sé.

È importante ragionare sulla distinzione tra “aiuto” e “controllo”, spesso confusi.

Occorre offrire uno spazio sicuro dove poter nominare ciò che la donna sta vivendo senza timore di giudizio e accompagnarla nella lettura dei propri bisogni e delle risorse già presenti, aprendo il primo spiraglio di autonomia.

2. Quali sono i segnali più difficili da identificare riguardo alla dipendenza economica e come il centro aiuta le donne a prenderne consapevolezza?

I segnali più difficili da individuare paradossalmente sono quelli interiorizzati e normalizzati dalle donne stesse: delega totale della gestione del denaro, sensazione di essere “incapaci” finanziariamente, giustificazione di ogni spesa.

Molte donne non percepiscono questi meccanismi come una forma di violenza, ma come consuete “dinamiche di coppia”.

Bisogna aiutarle a riconoscere il pattern di controllo e dipendenza, collegando episodi concreti a emozioni e libertà negate.

3. In che modo Telefono Donna collabora con enti finanziari, servizi sociali e altre istituzioni per sostenere l’autonomia economica delle donne?

Telefono Donna Italia lavora in rete con servizi sociali, enti di formazione che attivano stage e tirocini, centri per l’impiego e altri servizi di orientamento e ricerca lavorativa.

Grazie alle partnership con diverse aziende, possiamo aprire canali privilegiati per inserimenti lavorativi.

Tutto questo permette percorsi coordinati e personalizzati, che includono la dimensione economica quale aspetto cardine per la fuoriuscita dalla violenza.

4. Quali sono le principali sfide economiche che le donne affrontano nel processo di uscita da una relazione violenta e come il centro le supporta in questo ambito?

Le donne affrontano spesso la mancanza di un reddito, difficoltà abitative, conti correnti non accessibili o addirittura debiti creati dal partner.

Accanto agli ostacoli pratici, emergono paura, sfiducia in sé e dipendenza appresa.

Il centro antiviolenza le supporta tramite l’orientamento ai servizi specialistici, l’accompagnamento nella gestione e nell’espletamento delle pratiche burocratiche e il sostegno psicologico per affrontare la sfida emotiva che ogni ripartenza comporta.

5. Quali strumenti concreti e programmi offre Telefono Donna per aiutare le donne a superare la dipendenza economica e rafforzare la loro autonomia finanziaria?

Telefono Donna Italia offre un servizio (gratuito) di orientamento lavorativo, supporto per la stesura del CV e preparazione ai colloqui di selezione. Attiva borse lavoro, tirocini e corsi professionalizzanti tramite gli enti di formazione collegati.

Collabora con centri per l’impiego e aziende che aprono canali preferenziali di selezione e assunzione.

Sostiene l’accesso a fondi di emergenza e contributi pubblici per l’abitare, accompagnando ogni donna verso una reale autonomia economica.