La vulnerabilità del digitale

Francesco Pira, è Professore Associato di Sociologia dei processi culturali e comunicativi e insegna Teorie e Tecniche del giornalismo digitale, Social Media e Comunicazione d’Impresa, Giornalismo Sportivo, Marketing 4.0 e Social Media nel Corso di Laurea Triennale e Giornalismo Digitale nel Corso di Laurea Magistrale presso il Dipartimento di Civiltà Antiche e Moderne, e Tecniche Comunicative in Sanità Pubblica. E’ stato nominato nel 2025 componente del Comitato Scientifico dell’Intergruppo Parlamentare sul Digitale presieduto dall’on. Naike Gruppioni. Sempre nel 2025 è entrato a far parte di un gruppo per un importante progetto di ricerca sulla Famiglia Digitale del Centro de Investigation Social Applicada dell’Università di Malaga (Spagna). Insegna in Master universitari e in corsi destinati a docenti e dipendenti pubblici. E’ Visiting professor presso l’Università Re Juan Carlos di Madrid in Spagna e Docente Erasmus presso l’Università Marie Curie di Lublino in Polonia. Membro del Comitato Accademico del Observatorio Euromediterráneo de Democracia y Espacio Público de la Universidad Rey Juan Carlos (Madrid).
 

1. Perché le truffe online possono essere considerate un fenomeno sociale e non solo un problema economico?

Le truffe online non sono soltanto un problema economico, ma un indicatore del cambiamento culturale e comunicativo della società digitale. La tecnologia ha modificato le modalità di interazione, ridefinendo la fiducia e la percezione della realtà. Le relazioni sociali si intrecciano sempre più con piattaforme digitali e algoritmi, e la disinformazione si inserisce nelle reti relazionali. Questo fenomeno ci obbliga a riflettere su come la cultura digitale ridefinisca fragilità e protezione dei cittadini.

2. In che modo tecnologie come il “voice cloning” incidono sui meccanismi di fiducia nelle relazioni sociali?

Il “voice cloning” non è solo una tecnologia avanzata, ma un dispositivo che ridefinisce i confini della fiducia interpersonale. La capacità di riprodurre la voce di un familiare o di un’autorità crea uno spazio in cui la percezione della realtà può essere manipolata. Non è la tecnologia in sé a essere pericolosa, ma l’asimmetria di conoscenze tra chi la utilizza per ingannare e chi ne subisce le conseguenze, mettendo in luce nuove forme di esposizione al pericolo sociale.

3. Quali rischi futuri pongono le tecnologie emergenti come deepfake, chatbot emotivi e realtà aumentata nella società digitale?

Le tecnologie emergenti amplificano la capacità di manipolare la percezione della realtà. Deepfake sempre più realistici, chatbot capaci di simulare emozioni e realtà aumentata immersiva possono trasformare le interazioni sociali e accrescere le opportunità di inganno. La prevenzione non può limitarsi alla reazione alle truffe già avvenute, ma deve essere proattiva, anticipando i rischi e promuovendo competenze critiche. Riflettere sui rischi futuri significa costruire resilienza culturale e sociale, preparando le comunità a confrontarsi con un ecosistema digitale in continua evoluzione.

4. Chi sono oggi i soggetti più vulnerabili alle truffe online e come si manifesta questa fragilità digitale?

La vulnerabilità digitale riguarda tutti gli individui disallineati rispetto alle abilità richieste dalla società digitale. Gli anziani sono un caso emblematico, ma anche i giovani possono cadere vittime di truffe sofisticate. Le truffe affettive, i deepfake audio e i pacchi inesistenti colpiscono la sfera emotiva e culturale. Questa “ecologia della vulnerabilità digitale” mostra come la fragilità non dipenda solo da ciò che si sa, ma da ciò che gli altri conoscono delle nostre relazioni ed emozioni.

5. Che ruolo hanno le piattaforme digitali nella diffusione o nel contrasto delle truffe online?

Le piattaforme digitali sono attori centrali nel determinare quanto sia sicura l’esperienza online. Algoritmi di moderazione e sistemi di segnalazione cercano di prevenire le truffe, ma l’equilibrio tra libertà di espressione e sicurezza è delicato. Le scelte tecniche e organizzative delle piattaforme influiscono direttamente sull’insicurezza degli utenti e sulla fiducia collettiva nella rete.

6. Pensa, per concludere, che il fenomeno sia in crescita?

Le truffe online rappresentano un fenomeno in crescita e un’occasione di riflessione sulle trasformazioni culturali della società contemporanea. La tecnologia non è neutra: plasmando relazioni, fiducia e comunicazione, diventa parte integrante dei processi culturali. Promuovere una cultura digitale critica significa valorizzare le opportunità della tecnologia senza cedere ai rischi dell’inganno. Solo comprendendo le dinamiche sociali e il rischio di manipolazione possiamo costruire una società più consapevole, equa e sicura, in cui la tecnologia rafforzi i legami sociali.