La buona pratica dei tre barattoli

Miro Colombo è uno studente della International School of Monza con una grande curiosità per l’economia, la finanza, la politica internazionale e tutto ciò che aiuta a capire meglio il mondo. Ama imparare, ma soprattutto ama condividere ciò che scopre con gli altri, in modo semplice e concreto. Da questa passione è nato il suo libro, pensato per avvicinare i più giovani al valore del denaro e all’importanza di fare scelte consapevoli per il futuro. Accanto allo studio coltiva anche la passione per il tennis, che trasmette con entusiasmo ai bambini più piccoli attraverso lezioni collettive. Il suo interesse per le relazioni internazionali lo ha inoltre portato a essere ammesso a un pre-college program della Columbia University.
 

1. Nel libro riesci a spiegare concetti complessi come l’inflazione o il mercato in modo molto semplice. Qual è stata la parte dell’economia più difficile da ‘tradurre’ per i tuoi coetanei e come hai capito qual era l’esempio giusto da usare?

Ci sono state diverse difficoltà nel tradurre i concetti economici più complessi per ragazzi di 8, 9, 10 e 11 anni. Molte volte è stato necessario semplificare molto per rendere tutto comprensibile a un bambino di questa età. Il concetto più complicato da spiegare in una sola pagina è stato sicuramente quello delle differenze tra un’economia forte e una debole. Trovare solo tre motivi che le distinguano è più difficile di quanto sembri, perché i fattori che le caratterizzano sono davvero tanti.

2. Spesso i bambini vedono il denaro solo come un mezzo per comprare giocattoli o dolci. Scrivendo questa guida, hai scoperto qualcosa sul ‘valore’ delle cose che va oltre il semplice prezzo?

Sicuramente questo libro mi ha fatto riflettere più a fondo sul valore del denaro e sul lavoro che c’è dietro non solo a ogni banconota e a ogni monetina, ma anche a ogni oggetto che usiamo quotidianamente. Per realizzare qualsiasi oggetto c’è molto lavoro: dalla ricerca dei materiali, alla produzione, fino alla vendita nei negozi. Scrivere il libro mi ha aiutato a dare più valore alle cose che usiamo tutti i giorni e di cui spesso non consideriamo abbastanza il processo di creazione.

3. Molti pensano che l’economia sia una materia che si studia solo all’università o che riguardi solo le banche. Secondo te, in quale momento della giornata un bambino ‘fa economia’ senza rendersene conto?

L’economia è una materia importantissima nella vita di ognuno. Quando se ne parla, infatti, non si pensa soltanto ai prezzi dei prodotti che troviamo in un negozio o alla ricchezza di un Paese, ma anche al risparmio e all’importanza di investire i propri soldi già da una tenera età. Un esempio di quando un bambino “fa economia” senza rendersene conto è quando spegne la luce uscendo da una stanza. Sembra una cosa da poco, ma nel lungo periodo aiuta a risparmiare sul costo dell’energia elettrica, e moltissimi bambini lo fanno ogni giorno quasi per abitudine.

4. Se potessi dare un solo consiglio magico (proprio come il titolo del libro) ai tuoi lettori per gestire i loro primi risparmi, quale sarebbe? Meglio farli crescere lentamente o imparare subito a farli circolare?

Un consiglio magico che darei ai miei lettori sarebbe quello di imparare a gestire i soldi fin da subito. Quando si ricevono, è importante imparare già da piccoli a dividerli in tre barattoli diversi. In uno si mettono i soldi da risparmiare e da tenere da parte, in un altro quelli da spendere, per esempio per comprare dei giocattoli, e nell’ultimo quelli da investire. Io consiglio di investire il prima possibile e di capire presto l’importanza degli investimenti a lungo termine, perché anche un piccolo investimento oggi può diventare una fortuna domani. In questo, i genitori possono aiutare a gestire gli investimenti dei propri figli quando sono ancora piccoli, insegnando loro il valore di una gestione intelligente del denaro.