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Andrea Beltratti - Professore Ordinario Dipartimento di Finanza, Università Bocconi, Ph.D. Economics, Yale University. Temi di ricerca riguardano volatilità del mercato finanziario, corporate governance e gestione degli intermediari finanziari, debito privato. In ambito applicato si occupa di temi di educazione finanziaria dove nel tempo è stato Presidente di FEDUF, Fondatore del Museo del Risparmio di Intesa Sanpaolo, co-Responsabile del progetto Financial Education Lab svolto dall’Università Bocconi nell’ambito del PNRR. È Presidente del Consiglio di Amministrazione di REVO Insurance.1. Nel suo ultimo libro "Il tempo e il denaro: Come prendere decisioni migliori nel tempo", Lei evidenzia come l’allungamento della vita media non sia sempre accompagnato da una consapevolezza finanziaria adeguata. Quali sono i rischi psicologici e cognitivi più comuni che impediscono alle persone di percepire correttamente la necessità di pianificare su un orizzonte temporale più lungo?
Le persone tendono a sottovalutare il futuro: diamo troppo peso al presente e troppo poco a ciò che accadrà tra 20 o 30 anni. A questo si aggiungono eccesso di fiducia e procrastinazione, che portano a rimandare decisioni importanti. Infine, fatichiamo a immaginare noi stessi nel lungo periodo, rendendo difficile pianificare per una vita più lunga.
2. Spesso la longevità viene vista esclusivamente come un "rischio" finanziario inteso nel senso di timore di esaurire le proprie risorse. In che modo una solida educazione finanziaria può ribaltare questa prospettiva, trasformando il tempo supplementare in un’opportunità di investimento e di gestione del patrimonio più serena?
Una buona educazione finanziaria aiuta a vedere il tempo non solo come un rischio, ma come una risorsa. Più anni significano più opportunità di investimento, di adattamento e di gestione graduale del patrimonio. Con strumenti adeguati, la longevità diventa un fattore che consente maggiore flessibilità e scelte più consapevoli.
3. Dato che la "decumulazione" (fase di utilizzo del capitale durante la pensione) è tecnicamente più complessa dell’accumulazione, come dovrebbero evolvere il sistema educativo e la consulenza finanziaria per supportare individui che vivranno potenzialmente 100 anni?
La fase di decumulazione richiede competenze più avanzate, perché bisogna bilanciare consumo, rischio e incertezza sulla durata della vita. Serve quindi un’educazione finanziaria continua e una consulenza più orientata al ciclo di vita. I sistemi devono aiutare le persone a prendere decisioni progressive, non una tantum.
4. Lei collega spesso la finanza alla sostenibilità. In che misura gli investimenti focalizzati sui criteri ESG - Environmental, Social, Governance- sono determinanti per chi pianifica a lunghissimo termine, e come possono queste tematiche incentivare i giovani a iniziare a risparmiare oggi per la propria longevità futura?
Gli investimenti ESG sono particolarmente rilevanti per orizzonti lunghi, perché riguardano rischi e opportunità che si manifestano nel tempo. Possono anche avvicinare i giovani al risparmio, collegando le scelte finanziarie ai propri valori. In questo senso, investire diventa non solo una scelta economica, ma anche personale e intergenerazionale.
Per info e contatti: andrea.beltratti@unibocconi.it

